L’acqua “conosce” (versione in italiano)

Abbiamo visto che nelle sequenze di milioni di reazioni biochimiche è fondamentale che i processi siano estremamente veloci e “pressochè” esenti da errori. Abbiamo anche visto che a garantire l’esistenza di queste condizioni sono i domini di coerenza dell’acqua e il teorema di Preparata.

Considerando che oltre il 99%(1) delle nostre molecole sono di acqua, come mai quando siamo vivi mostriamo una certa consistenza solida ? Evidentemente perché le molecole d’acqua quando si trovano nel nostro corpo sono legate fra loro più di quanto lo siano le stesse molecole d’acqua raccolte in un recipiente. Evidentemente per gli esseri viventi e per il resto della natura, anche se la chimica dell’acqua è la stessa, la fisica dell’acqua è diversa. L’acqua “inorganica” è “incoerente” mentre l’acqua “organica” è “coerente”. Entrando a far parte di un essere vivente l’acqua si auto-organizza in modo coerente e riesce così, oltre a diventare più “consistente”, soprattutto a generare un tipo di “informazione” di tipo particolare e responsabile della sussistenza della vita e dell’evoluzione.

Forse è il caso di approfondire meglio il concetto di “informazione”. I computer sono oggetti inanimati che per poter funzionare hanno necessità di energia elettrica e di “informazione”. Sono dunque incapaci di auto-funzionare autonomamente perché necessitano di continua energia elettrica e di istruzioni dettagliatissime(2). Inoltre il computer per operare ha necessità di input è non è in grado di agire spontaneamente. L’input deve essere molto preciso altrimenti va in errore. Se chiedo ad un robot di portarmi la pallo, non capisce che volevo dire “palla” e non me la porta ma mi risponde di ripetere perché non ha capito. Nel caso di sistemi in grado di auto-animarsi (come l’acqua) tutto ciò non è vero, ecco perché occorre non equivocare il concetto di “informazione”. Per chiarire meglio questo concetto trovo importante ricordare il famoso esperimento “acqua e DNA” eseguito dal premio Nobel per la medicina Luc Montagnier. Il DNA nella sua attività emette segnali elettromagnetici. Fornendo questi segnali ad un recipiente pieno d’acqua contenente elementi di DNA ed enzimi che ne attivano la composizione, il DNA si forma spontaneamente. Montagnier, dopo aver captato segnali elettromagnetici di DNA presente in un laboratorio di Parigi, ha trasmesso questi segnali ad un laboratorio di Benevento in cui vi era una provetta contenente, acqua distillata, componenti di DNA ed enzimi. Questi segnali elettromagnetici hanno consentito, grazie all’acqua distillata, la formazione a Benevento dello stesso DNA di Parigi. In questo caso la definizione di “informazione” secondo la teoria informatica è impropria in quanto il contenuto informativo intrinseco (cioè la ricchezza del segnale elettromagnetico inviato) è molto piccolo rispetto alla complessità del DNA. Questo sta a significare che l’acqua, partendo dalla poca informazione ricevuta dal segnale elettromagnetico, è in grado di apprendere e trasferire da sola la quantità di informazione supplementare necessaria a consentire la formazione del DNA. Dovremmo dunque utilizzare il termine “conoscenza” piuttosto che il termine “informazione” e l’acqua piuttosto che “informata” viene “istruita”.

E’ come quando ad un concerto il cantante accenna le prime note di una canzone e il pubblico comincia a cantarla senza aver avuto la necessità che gli venisse cantata dall’inizio alla fine. Così l’acqua: basta darle il “LA” e costruisce da sé tutta la sequenza di reazioni biochimiche o, addirittura è in grado di realizzarne di nuove (quindi, oltre che “conoscere”, “crea”). Tutto ciò spiegherebbe non solo il mantenimento della vita, ma anche la sua evoluzione(3).       

Si potrebbe pensare di usare quest’acqua impropriamente chiamata “informata” a scopo terapeutico; cioè dare ad un essere umano in cui la sua rete di segnali sia “rovinata”, in tutto o in parte, un campione d’acqua che contiene tutti i segnali in modo che questi segnali rimettano in moto tutto il meccanismo. Il fatto è che comunque questi segnali interagiscono in un ambiente che ha già i suoi segnali (“rovinati” o meno) che dunque possono interagire positivamente o meno con nuovi segnali introdotti. Questo spiegherebbe perchè si tratta di processi non deterministici(4). Si tratta di “consigli” piuttosto che di “comandi” e in quanto “consigli”, possono essere accettati o meno dall’ambiente.

La sequenza di reazioni biochimiche avviene solo se si raggiunge la concordanza di fase (ossia la coincidenza delle frequenze di oscillazione dei reagenti) mentre la quantità di energia scambiata è ininfluente anzi se fosse troppa diventerebbe nociva perché porterebbe alla modifica delle frequenze di oscillazione rischiando di perdere la concordanza di fase attesa e scombinando così la corretta sequenza di reazioni biochimiche(5).

Affinchè il processo sia ottimale, occorre che i flussi di energia siano inferiori a quelli che potrebbero generare discordanza di fase o, in altri termini, la temperatura non si deve alzare troppo generando variazioni tali da superare la tollerabilità della concordanza di fase. E’ evidente che ci troviamo di fronte a meccanismi completamente diversi da quelli che si verificano alle alte energie. Qui vale la regola esattamente contraria nota col nome di “principio del minimo stimolo”. Terapeuticamente lo stimolo è tanto più efficace quanto meno è intenso(6).

Gianfranco Pellegrini

Torino, 27 settembre 2018

(1) E’ vero che misurando la percentuale in peso la percentuale d’acqua è solo del 60/70% ma questo perché le molecole organiche sono molto più pesanti di quelle dell’acqua, ma se ragioniamo in termini di numero di molecole la percentuale di molecole d’acqua arriva appunto a superare il 99%. Se consideriamo che ad esempio l’acqua marina è una soluzione al 96%, scopriamo che il corpo umano è una soluzione acquosa molto diluita.

(2) Facciamo un esempio pratico. Se vogliamo che un computer disegni una parabola sullo schermo devo utilizzare un linguaggio di programmazione evoluto (Pascal, C, Fortran, Java, ecc.) che consente di scrivere un listato di istruzioni che consentono di disegnare una parabola a partire da un certo numero di input dati con la tastiera. Agni istruzione utilizzata dal linguaggio di programmazione è costituita a sua volta da una lista di istruzioni elementari che si tramutano in una sequenza di “1” e “0” (vero o falso). Ad es. la programmazione in “Assembler” è molto vicina al cosiddetto linguaggio macchina, ossia la programmazione mediante l’utilizzo di una sequenza di “1” e “0”. Chi ha domestichezza con l’algebra booleana sa che ogni espressione logica complessa è semplificabile in una sequenza di condizioni elementari (“vero” / “falso”) legate fra loro da parentesi e operatori logici “and” e “or”. Basta che manchi una istruzione o che essa sia errata e il computer anziché disegnare una parabola va in errore. Allo stesso modo il computer, se non riceve uno o più input da tastiera non disegna di certo la parabola. Infine, il computer se non è alimentato elettricamente non è in grado di operare.

(3) Cioè, se ci dovessero essere ulteriori possibilità (ad es. nuove molecole), il processo può andare avanti in direzioni nuove e questo può far capire come avviene l’evoluzione nel corso del tempo. Il processo di evoluzione non è un processo chiuso ma aperto.

(4) L’esempio è quello di molte cose scritte in questo blog: se esse arrivano all’attenzione di alcuni followers magari vengono rigettate, mentre se arrivano all’attenzione di altri followers esse vengono accettate.  Allo stesso modo i segnali elettromagnetici provenienti dall’esterno possono trovare ambienti contenenti altri segnali “confusi” che “accettano” i nuovi segnali esterni e altri ambienti che li rifiutano.

Gli studi fatti da Benveniste sulla memoria dell’acqua, non sono riusciti a dimostrare la bontà degli esperimenti proprio a causa della loro non ripetibilità (il cosiddetto metodo galileiano). Le sue teorie (che, tra l’altro, hanno portano allo sviluppo della omeopatia), anche dopo averle approfondite non mi hanno convinto, tuttavia contesto il fatto di essere state scartate per il solo fatto che non garantivano la ripetibilità.  

(5) In caso di eccesso di energia essa porta ad un innalzamento della temperatura corporea (febbre). A livello microscopico significa che come forma di protezione, il surplus di energia anziché generare maggiori frequenze di oscillazione genera maggior agitazione termica (spostamenti più veloci delle molecole). 

(6) Per maggiori dettagli su questo punto si vedano anche i miei precedenti articoli “Low energies and inbound response” e “The soft energy”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...